RICERCA E SVILUPPO

Il settore delle telecomunicazioni ha conosciuto negli ultimi anni una veloce e profonda trasformazione, caratterizzata dal declino dei tradizionali servizi vocali e dalla crescita del broadband fisso e mobile e dei nuovi servizi da esso abilitati, contribuendo così alla rapida digitalizzazione della vita dei consumatori e dei processi delle aziende.

Coerentemente con questo contesto del settore, Telecom Italia ha avviato nel corso degli ultimi anni un proprio percorso di evoluzione per affermarsi come fornitore di servizi e piattaforme e non solo di connettività. Tale percorso prevede due direttrici d’azione parallele:

  • da un lato l’accelerazione dello sviluppo delle piattaforme abilitanti, ovvero ultrabroadband fisso e mobile, Data Centers, Big Data, IT;
  • dall’altro l’arricchimento della connettività con servizi digitali innovativi verso lo sviluppo di una società digitalizzata e un’industria automatizzata (industry 4.0).

L’innovazione, sia tecnologica che di business, si conferma quindi sempre più come elemento centrale della strategia di Telecom Italia per rispondere al cambiamento del contesto tecnologico, di mercato e competitivo.

Lo sforzo fatto sul piano degli investimenti in infrastrutture di nuova generazione, fisse e mobili, e dei nuovi servizi, è stato accompagnato da un’azione volta al sostegno dell’innovazione a tutto campo. Sul fronte interno Telecom Italia ha rinforzato i laboratori aziendali affiancando alla tradizionale Ricerca e Sviluppo, concentrata sulle infrastrutture, una focalizzazione sull’innovazione digitale orientata anche a supportare l’evoluzione di una domanda che ha caratteristiche sempre più variegate e sofisticate e che trova riscontro nell’attività dell’Innovation Center.     

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L’innovazione digitale si fonda sul paradigma della open innovation che si realizza affiancando alla generazione di idee e di percorsi di sviluppo interni, la generazione di idee e percorsi di sviluppi esterni all’Azienda. In tale ottica Telecom Italia ha rivisto e rinnovato il rapporto con le università, finanziando 25 borse di studio per dottorati di ricerca di durata triennale nel 2015 per un totale di 165 dal 2011 ad oggi. Sempre sul fronte accademico, sono stati creati i Joint Open Lab, laboratori di ricerca che propongono un nuovo modello di relazione tra industria e università. Questi laboratori nascono da accordi su specifici campi di interesse scientifico e tecnologico e vivono all’interno dei poli universitari (Trento, Torino, Milano, Pisa, Catania). Queste partnership pubblico-privato hanno permesso a Telecom Italia di ottenere, in questi tre anni, 5 milioni di euro di fondi Europei per la ricerca, oltre ai 2 milioni di euro ricevuti dalle università con cui collabora.

In aggiunta alla open innovation, l’innovazione digitale poggia su un altro importante pilastro: la co-innovation, un modello di sviluppo che prevede la piena valorizzazione dell’ecosistema di stakeholder e partner strategici dell’Azienda come portatori di innovazione sul mercato. Tramite l’applicazione di modelli “2 sided” Telecom Italia crea un framework comune di interazione (es. piattaforma) da cui due gruppi di utenti distinti possono trarre un mutuo beneficio e creare così ulteriore valore.

TIM #Wcap è l’acceleratore d’impresa del gruppo Telecom Italia che ogni anno seleziona, finanzia e accelera startup digital. Dal 2009 al 2015, sono state ricevute ed esaminate più di 8.000 idee di business e sono stati selezionati e supportati circa 260 progetti. Inoltre, 11 startup TIM #Wcap sono state oggetto d’investimento da parte di TIM Ventures. Negli utimi due anni le startup TIM #Wcap hanno avviato 25 attività di go-to-market all’interno di TIM, grazie alle quali hanno generato fatturato. Con tre di esse TIM ha anche creato un’offerta commerciale. Il tasso di sopravvivenza delle startup TIM #Wcap è superiore al 90% e in due anni grazie a TIM #Wcap sono stati creati 215 posti di lavoro. TIM #WCAP è un incubatore certificato dal Ministero per lo Sviluppo Economico.

A partire da TIM #Wcap Telecom Italia ha debuttato nel seed investment lanciando TIM Ventures, la società del Gruppo nata con l’obiettivo di investire in opzioni o nel capitale sociale delle startup più innovative dei settori Digital, Internet, Mobile e Green ICT. In un solo anno di attività, TIM Ventures ha investito in 12 startup ed è citata tra i più attivi investitori VC Europei nel 20151 .

Telecom Italia impiega in Italia circa 1.300 risorse in attività di engineering ed innovazione tecnologica e di servizio. Gli investimenti in innovazione e trasformazione sono pari a 1,7 miliardi di euro che equivalgono al 44% del totale investimenti sul mercato domestico.

Gli stakeholder rilevanti per la ricerca e sviluppo sono:

  • le aree aziendali coinvolte sui temi (per es. Marketing e Acquisti);
  • i fornitori, per lo sviluppo congiunto di soluzioni in linea con i requisiti tecnici del Gruppo Telecom Italia;
  • i partner, sia tradizionali (es. i car makers) che digital (es. eCommerce players), per il Go2market congiunto dei digital services;
  • i centri di ricerca e le università, per collaborazioni e progetti congiunti. Nel 2015 sono state attivate 38 nuove collaborazioni con università italiane su temi di ricerca riguardanti nuove tecnologie, algoritmi di codifica, nuovi servizi e paradigmi di comunicazione;
  • gli enti di standardizzazione e i gruppi di discussione (tra cui NGMN, OpenIPTV Forum, OMA, 3GPP, ETSI, TM Forum, W3C, ITU-T) a cui Telecom Italia partecipa attivamente;
  • i Ministeri (Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), l’Unione Europea e gli Enti Pubblici (per es. CNR e Amministrazioni locali) per la realizzazione di progetti finanziati, tramite la partecipazione ai bandi di gara, e di iniziative in partnership;
  • le organizzazioni non governative, le associazioni, le alleanze e i forum di settore (ad esempio GSMA, m-health) che riuniscono tutti gli attori della catena del valore dello specifico mercato;
  • gli organismi internazionali di ricerca e sviluppo (per es. EURESCOM e Joint Technology Initiative).            

1 Fonte: Venture Pulse Q2’15 – KPMG and CB Insights