RILEVANZA STRATEGICA

L’Azienda si pone come “abilitatore” nella creazione di un ecosistema digitale che connetta imprese, PA e comunità locali, in modo da creare sinergie positive per lo sviluppo. Il contributo che il Gruppo offre alla crescita delle realtà in cui opera, non si ferma ai progetti infrastrutturali e spazia dalle soluzioni digitali per i servizi della PA ai servizi cloud per le imprese, dalle piattaforme digitali per la sanità, alle applicazioni rivolte a persone diversamente abili e alle tecnologie per il contenimento dei consumi energetici delle città e delle imprese. In tale ambito sono state sviluppate varie iniziative di innovazione sociale, tra cui la piattaforma di crowdfunding che accoglie richieste di donazioni e altri aiuti finanziari senza fini di lucro per chi intenda realizzare progetti finalizzati alla tutela dell’ambiente e del sociale. Inoltre Telecom Italia è socio fondatore dell’associazione italiana dei Digital Champions che sono gli ambasciatori dell’innovazione nominati da ciascuno Stato membro della UE allo scopo di promuovere i benefici di una società digitale inclusiva e far diventare “digitali” i propri cittadini, lavorando anche con comunità, imprese, Governi e mondo accademico.

Nel corso del 2015, la funzione CSV ha stimato, tramite l’applicazione di nuove metriche di analisi, l’impatto delle attività del Gruppo con un approfondimento per le attività domestiche. Il dettaglio della misurazione, nato da una mappatura delle attività aziendali, è descritto nel capitolo ed evidenziato nei box dedicati per facilitarne la lettura.
[G4-DMA Product and Service Labeling], [G4-DMA Marketing Communications], [G4-DMA Customer Privacy], [G4-DMA Compliance]

Temi materiali in questo capitolo:

  • copertura della rete
  • ascolto e trasparenza verso i clienti
  • gestione dell’innovazione
  • attività di gestione e protezione dei dati sensibili
  • protezione dei minori

Policy aziendali rilevanti: Carte dei servizi e Condizioni generali di abbonamento, Codici di autodisciplina per i servizi mobili e di condotta per i servizi a sovraprezzo, Linee Guida per il marketing responsabile, Informative di Telecom Italia ai sensi dell’art. 13 del Codice privacy, Requisiti di compliance per il trattamento di dati anonimizzati o pseudonimizzati, Rispettare i Diritti Umani nel Gruppo Telecom Italia, disponibili sul sito telecomitalia.com.

Efficacia e monitoraggio: l’Azienda utilizza alcuni KPI numerici per controllare l’efficacia dei processi di gestione, oltre al monitoraggio previsto dai sistemi di gestione della qualità e dalle strutture preposte al controllo interno. Il presente capitolo espone quelli relativi alla copertura del territorio con le infrastrutture di banda larga, alla Customer Satisfaction, il numero di domande di conciliazione pervenute e risolte, il numero di segnalazioni pervenute. In appendice al Bilancio sono esposti i KPI riguardanti i target numerici, in particolare, i target di attivazione del servizio, dei reclami, di assistenza e manutenzione, disponibilità e copertura territoriale con reti a banda larga. 

Le reti a banda ultralarga: un patrimonio per il Paese

Telecom Italia gestisce la più grande infrastruttura di rete fissa, per voce e dati, diffusa in modo capillare su tutto il territorio italiano e fornisce una delle piattaforme di rete mobile più estesa e avanzata del Paese. È quindi per dimensione, penetrazione e patrimonio infrastrutturale e tecnologico, un’impresa “di sistema”, integrata con il territorio e con il tessuto sociale ed economico-produttivo, con un ruolo pervasivo per l’intera economia del Paese e la competitività delle sue aziende, l’efficienza della PA e, più in generale, il benessere degli stessi cittadini.       

[G4-EC7a], [G4-EC7b], [G4-EC8a], [G4-EC8b], [G4-DMA Indirect economic Impacts] Il Gruppo contribuisce a produrre circa lo 0,7% del valore aggiunto del PIL italiano1 . Le attività del Gruppo generano lavoro diretto per circa 50mila persone in Italia; se si considerano i dipendenti indiretti, ossia quelli che operano su progetti connessi alle attività di Telecom Italia, si stima che circa 100mila unità, corrispondenti a circa l’1% dei dipendenti dell’intero settore privato, rappresentano il lavoro diretto ed indiretto attribuibile al Gruppo in Italia.   

Applicando le metriche del modello di CSV, la stima del valore2 generato in Italia dal Gruppo è pari a 8,4 miliardi di euro, cosi dettagliati:

  • 2,8 miliardi è il contributo diretto alla famiglie (retribuzione ai dipendenti);
  • 1,4 miliardi è il contributo indiretto alla famiglie (fornitori);
  • 4,2 miliardi è il contributo indiretto alle imprese e PA.  

[G4-EC7a] Consapevole di questo ruolo strategico, Telecom Italia opera costantemente per gestire e innovare il patrimonio infrastrutturale e tecnologico che mette al servizio del Paese: nel 2015 l’Azienda ha investito circa 3 miliardi di euro in infrastrutture innovative in Italia; anche nel triennio 2016-2018 sono previsti investimenti innovativi pari a circa 7 miliardi di euro. Nel 2015 il Gruppo si è collocato al primo posto nel ranking europeo degli investimenti in Ricerca e Sviluppo, terzo a livello mondiale, all’interno del settore TLC3 .

Il piano triennale 2016-2018 conferma l’impegno in investimenti per infrastrutture e tecnologie avanzate e lo indirizza in particolare sulle reti di nuova generazione.

NGAN

Nel corso del 2015 è proseguito, con ancor maggior intensità, l’impegno di Telecom Italia negli investimenti per la Rete di accesso di nuova generazione (NGAN, Next Generation Access Network). Ciò è stato possibile anche grazie all’innovazione tecnologica che ha cambiato lo scenario di riferimento in modo sostanziale. Oggi sono considerate a pieno titolo reti di nuova generazione anche le soluzioni che portano la fibra fino all’armadio ripartilinea per poi proseguire in rame fino all’abitazione, il cosiddetto FTTCab (Fiber to the Cabinet). Le soluzioni FTTCab, potenziando le infrastrutture di rete già esistenti nel tratto terminale dell’accesso, comportano un impegno economico minore rispetto alle soluzioni FTTH (Fiber to the Home) poiché evitano all’operatore di rete di posare la fibra ottica fino all’abitazione del cliente. Ciò permette dunque di realizzare più rapidamente e con un minor costo le reti di accesso di nuova generazione.   

Le reti mobili allo stesso tempo hanno quasi completato la copertura del territorio con il nuovo standard 4G/LTE4, che rappresenta un’evoluzione significativa in risposta alla crescente domanda di dati ad alta velocità. Questa nuova tecnologia di rete mobile si caratterizza per la maggiore rapidità di trasmissione rispetto al passato e tempi di risposta ridotti, permettendo un’elevata interattività in mobilità.

Dunque, dopo aver realizzato le infrastrutture nazionali fisse e mobili, la sfida con cui il Gruppo si sta misurando negli ultimi anni è rappresentata dalla realizzazione delle reti a banda ultralarga, uno sforzo importante che impegna quotidianamente tecnici ed ingegneri di rete.

[G4-EC8b] Inoltre, l’impegno di Telecom Italia si è manifestato anche nella partecipazione, nel corso degli anni, sempre come unico operatore, ai bandi di gara pubblici Eurosud indetti dal Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE)5 , essenziali per assicurare la banda ultralarga nelle aree a “fallimento di mercato” (cosiddette “aree bianche”, in cui è concreto il rischio di una mancata remunerazione dell’investimento) e raggiungere, così, l’obiettivo della copertura a 30 Mbit/s del 100% della popolazione entro il 2020.

[G4-DMA Indirect economic ImpactsL’ambizioso piano di investimenti che Telecom Italia sta seguendo coincide con una fase in cui il Governo Italiano è impegnato nell’attuazione del piano strategico nazionale per la banda ultralarga, volto a raggiungere gli sfidanti obiettivi dell’Agenda Digitale Europea, sul versante sia di una diffusa offerta di infrastrutture sia di un incremento della domanda di servizi digitali. Il piano di investimenti di Telecom Italia assume quindi un peso rilevante nell’ottica della trasformazione digitale della società, confermando il ruolo storico nel nostro Gruppo come motore di modernizzazione del Paese e favorendo il conseguimento degli obiettivi posti dall’Agenda Digitale Europea6.

Gli effetti economici delle reti a banda larga e ultralarga sulla crescita e l’occupazione

[G4-DMA Indirect economic Impacts], [G4-EC7b] La diffusione di reti a banda larga e ultralarga rappresenta un volano per la crescita economica dei Paesi. 

Applicando le metriche del modello di CSV, si stima che il valore generato7 dagli investimenti effettuati dal Gruppo in Italia incida positivamente sia sulla crescita del PIL che sull’impatto occupazionale, come di seguito riportato:

  • 1,9 miliardi di euro (0,12% del PIL 2014),
  • il numero di posti di lavoro potenzialmente attivati è di oltre 22mila.

Per quanto riguarda la misura dell’impatto specifico delle reti a banda ultralarga sulle economie, uno dei primi studi realizzati sul tema è quello realizzato da Analysys Mason e Tech4i2 nel 2013 per la Commissione Europea8 secondo cui un investimento in reti a banda ultralarga può generare benefici di circa tre volte superiori al capitale investito. Secondo lo studio, l’investimento in reti di nuova generazione produce un beneficio importante anche in termini occupazionali dal momento che ogni miliardo di euro investito è in grado di generare circa 20mila posti di lavoro.

Un risultato simile si trova anche nello studio realizzato da The Boston Consulting Group (BCG) per ETNO (European Telecommunications Network Operators’ Association) nel 20139. BCG stima in circa 110-170 miliardi di euro il gap di investimenti necessari per raggiungere gli obiettivi infrastrutturali previsti dal progetto Agenda Digitale Europea. In caso si riescano a realizzare gli incrementi di investimento necessari, afferma ancora BCG, si potrebbe ottenere una crescita di 750 miliardi di euro in termini di PIL e di 5,5 milioni di posti di lavoro, ossia 4,4 miliardi di euro di PIL e circa 30 mila posti di lavoro per ogni miliardo di euro investito.

Entrambi gli studi mostrano dunque che le reti a banda ultralarga hanno un effetto positivo sulle economie. Migliori risultati si ottengono certamente quando i piani di investimento degli operatori privati si accompagnano alla presenza di iniziative pubbliche finalizzate ad estenderne il livello di copertura e dunque ad ampliare i benefici per tutti i cittadini.       

Due strumenti per aumentare la trasparenza nello sviluppo delle infrastrutture di rete e incentivare lo sviluppo di progetti digitali: Telecom Italia Netbook e Italia Connessa

[G4-DMA Indirect economic Impacts] Allo scopo di rendere ancora più trasparente lo sviluppo effettivo delle infrastrutture di rete a banda larga e ultralarga, Telecom Italia pubblica dal 2012 il Telecom Italia Netbook - telecomitalia.com/tit/it/ innovazione/rete/netbook-2015.html - che monitora in modo capillare e meticoloso lo “stato di avanzamento lavori”. Telecom Italia Netbook è una pubblicazione che mostra al Paese e ai principali stakeholder con estrema trasparenza, chiarezza e precisione lo stato della rete, illustrando attraverso dati e mappe la dimensione e l’articolazione delle infrastrutture di Telecom Italia, l’evoluzione che si registra a livello di centrali (che non solo vengono sempre più raggiunte dalla fibra ottica, ma accolgono anche apparati di nuova generazione per la gestione del traffico a banda larga), il livello di copertura della rete a banda larga ed ultralarga in ogni singola provincia italiana.

Inoltre, per stimolare e promuovere la cultura dell’innovazione e accelerare i processi di digitalizzazione anche tra comuni di medie dimensioni, è stata realizzata nel 2015 la quarta edizione di Italia Connessa: Agende Digitali Regionali, una pubblicazione che contiene un check-up digitale delle regioni, cui si collega un’iniziativa rivolta alle Amministrazioni locali che propongono il piano di sviluppo digitale più concreto e convincente. Grazie a tale iniziativa, Telecom Italia si impegna a premiare l’istituzione locale che favorisce lo sviluppo di servizi digitali rivolti ai cittadini e imprese realizzando le infrastrutture a banda ultralarga in anticipo rispetto ai propri piani.

L’impegno di Telecom Italia per ridurre al minimo i disagi nella realizzazione delle reti

[G4-EC7b] La realizzazione delle infrastrutture di rete fissa e mobile può essere accompagnata da disagi per le comunità locali (i lavori per la posa della fibra possono creare traffico e rumori). Telecom Italia attenua tali aspetti negativi ricorrendo a tecniche innovative di scavo e posa, come ad esempio lo scavo di minitrincee al posto delle normali canalizzazioni e l’utilizzo di materiali innovativi. In questo modo si ottiene una complessiva riduzione dei tempi dei lavori e dei disagi stradali, oltre a una notevole diminuzione degli impatti ambientali (meno emissioni in aria e rifiuti da smaltire) e sociali (riduzione degli infortuni sul lavoro).

Le infrastrutture di rete come piattaforma abilitante per lo sviluppo dell’economia digitale e l’aumento della competitività del Paese

[G4-EC8aL’ultimo rapporto OCSE su Scienza, Tecnologia e Industria10 riassume molto chiaramente gli aspetti che determinano il diverso livello di competitività di un Paese e delinea le “ricette” che le economie dovrebbero mettere in atto per uscire dalla crisi:

  • promozione dell’innovazione, anche attraverso l’offerta di sistemi formativi orientati soprattutto a stimolare il talento, diffondere nella popolazione le nuove competenze richieste dai sistemi produttivi, estendere la fascia di popolazione permeabile alle nuove tecnologie;
  • aumento della produttività del lavoro, che spiega i differenziali di crescita della ricchezza degli ultimi anni tra i Paesi maggiormente aperti alle nuove tecnologie e le altre economie;
  • individuazione di nuove opportunità di crescita nelle soluzioni che si indirizzano alla salvaguardia dell’ambiente, all’invecchiamento della popolazione, al miglioramento della qualità della vita in ambito urbano;
  • aumento dell’efficacia dei sistemi locali e nazionali di ricerca e sviluppo, connettendoli alle reti di ricerca internazionali ed ai principali bacini di conoscenze, aumentando le occasioni di incontro tra la ricerca e le imprese.

Le infrastrutture a banda larga e ultralarga in quanto General Purpose Technologies (GPTs) ossia tecnologie abilitanti per l’attivazione di nuovi servizi e soluzioni e la diffusione di cultura digitale, rappresentano uno dei principali driver per rendere possibili gli sviluppi auspicati dall’OCSE. Infatti, fin dal 2009 uno studio di Waverman11 indicava nella banda larga un veicolo per rendere più efficiente – e quindi maggiormente competitivo – un sistema economico attraverso l’aumento della produttività derivata dal maggiore uso delle tecnologie ICT. Tale impatto è ovviamente amplificato quanto più il sistema economico è maggiormente aperto all’utilizzo delle nuove tecnologie.

Digital Inclusion

[G4-EC7], [G4-EC8] Per fronteggiare il divario tecnologico generatosi nelle cosiddette zone marginali del territorio italiano, che altrimenti resterebbero escluse dai programmi ordinari degli operatori di telecomunicazione a causa della scarsa redditività degli investimenti, tra il 2005 e il 2015 Telecom Italia ha realizzato un programma d’investimenti straordinari che ha permesso di fornire la copertura ADSL (copertura lorda12 > 70%) a circa 7.7000 comuni in totale (4.350 comuni in più rispetto a dicembre 2005).

A dicembre 2015 Telecom Italia ha attivato circa 9.600 centrali, di cui 8.200 con fibra. Oltre al piano di estensione delle coperture, Telecom Italia ha affiancato un piano integrativo di ampliamento della rete attiva13, laddove necessario, per garantire la piena fruibilità del servizio da parte dei clienti e lo sviluppo della digital inclusion.

Nella tabella seguente si riportano le percentuali di copertura a dicembre degli ultimi tre anni.  

Descrizione201520142013
Copertura ADSL (*) 99,10 98,75 98,40
Copertura UMTS e HSDPA (**) 96,00 96,00 87,50
Copertura LTE (**) >88,00 77,00 49,00
Copertura Next Generation Plan (telefonia fissa) (***) >42,00 28,10 16,80
      

(*) La percentuale si riferisce alle linee telefoniche fisse di Telecom Italia.

(**) La percentuale si riferisce alla popolazione residente. I valori di copertura possono subire variazioni con riferimento agli aggiornamenti ISTAT e di urbanizzazione.

(***) La percentuale è determinata dal rapporto tra il numero di unità immobiliari sottese ad “armadi” raggiunti dalla fibra ottica in accesso (o servibili direttamente da centrale se a distanze accettabili) ed il numero totale delle unità immobiliari che hanno attive o hanno avuto in passato linee telefoniche.

Per favorire la digital inclusion e la conseguente copertura delle aree geografiche a “fallimento di mercato”, Telecom Italia non può prescindere da interventi congiunti “pubblico-privato”.

Le modalità d’intervento finora seguite sono state essenzialmente due, entrambe pienamente in linea con le norme europee in materia di concorrenza:

  • la prima è caratterizzata da un approccio “centrale” che vede la collaborazione con Infratel Italia S.p.A. (Infrastrutture e Telecomunicazioni per l’Italia)14, il soggetto pubblico che realizza le infrastrutture passive di rete a banda larga (cavi in fibra ottica) organiche e integrate sul territorio nazionale, con l’obiettivo di diffondere la digital inclusion nelle aree a minore redditività del Paese;
  • la seconda modalità è contraddistinta da un approccio “locale”, fondato sulla collaborazione con le regioni che promuovono i progetti volti a aumentare la digital inclusion, per esempio attraverso forme di finanziamento imperniate su gare pubbliche secondo il c.d. “modello claw-back” che prevede l’assegnazione di contributi a compensazione della mancata redditività degli investimenti.                            

Utilizzando i suddetti modelli d’intervento, in taluni casi anche contemporaneamente, nel corso degli ultimi anni Telecom Italia ha siglato diversi accordi di collaborazione con le varie realtà territoriali (ad es: Memorandum of Understanding con la regione Emilia-Romagna e Lepida15 ), alcuni ancora in fase di realizzazione (nel 2015). Si segnala, tra l’altro, l’aggiudicazione nel 2012 del bando pubblicato dalla regione Marche per il completamento della digital inclusion (attraverso servizi a banda larga avanzati con velocità fino a 20 Mbit/s) nelle aree regionali a fallimento di mercato. Il progetto si è concluso nell’ultimo trimestre 2015.

Dal secondo semestre 2013 e fino a settembre 2015 il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha emesso dodici bandi su base regionale nell’ambito del piano Nazionale Banda Larga, tramite Infratel Italia S.p.A. individuata come soggetto attuatore e assegnatario dei fondi previsti.

I fondi allocati per i progetti di diffusione del servizio a banda larga nelle aree in digital inclusion sono pari a 353 milioni di euro, di cui 225 milioni da destinare al modello “claw-back”; il contributo per ciascuna regione può corrispondere ad un massimo del 70% dei costi del progetto per l’ampliamento della digital inclusion. I bandi emessi sono relativi alle seguenti dodici regioni: Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto.

Nel corso del 2015 non sono stati emessi i bandi delle regioni: Basilicata, Lombardia, Piemonte, Puglia e Sardegna.

Per le restanti tre regioni (Friuli Venezia-Giulia, Trentino Alto-Adige e Valle d’Aosta) non sono previsti interventi del MISE in quanto le suddette regioni dispongono di piani autonomi.

Telecom Italia ha partecipato a tutti i bandi finora emessi, ad eccezione di quello per la regione Liguria; si è aggiudicata i bandi relativi alle regioni Calabria, Campania, Lazio, Veneto, Toscana e Sicilia (per contributi complessivi assegnati pari a circa 63 milioni di euro) mentre i bandi relativi a Abruzzo, Emilia-Romagna, Marche, Umbria e Liguria sono stati aggiudicati a NGI S.p.A.

Per la regione Molise un primo bando è stato annullato ed un secondo è andato deserto.

La creazione di questo ecosistema digitale si basa sull’eccellenza dei prodotti e servizi offerti alla clientela e su un processo di acquisto finalizzato all’approvvigionamento di prodotti e servizi alle migliori condizioni di mercato, assicurando al contempo i requisti di qualità, sicurezza e rispetto sociale e ambientale.

Per quanto riguarda le iniziative attuate da Telecom Italia per l’inclusione sociale di clienti con bisogni specifici (non udenti, anziani, minori, ecc.) si rinvia al sito web.

La presenza del Gruppo in Brasile

[G4-EC7aL’attenzione all’innovazione e agli investimenti in nuove infrastrutture e tecnologie caratterizza l’azione di Telecom Italia anche in Brasile, Paese nel quale opera dal 1997 attraverso la controllata TIM Brasil e che, per il Gruppo, è il secondo mercato di riferimento. Tale presenza si è andata rafforzando negli ultimi anni grazie ad acquisizioni strategiche: le infrastrutture di rete fissa di Intelig e AEM Atimus hanno permesso al Gruppo di rafforzare le dorsali e i collegamenti di giunzione delle stazioni radio base della rete mobile attraverso l’utilizzo di cavi in fibra ottica che, in una prospettiva di sviluppo delle reti LTE, risultano ancora più importanti e strategici.

Telecom Italia ha investito in Brasile, solo negli ultimi 5 anni, oltre 7,5 miliardi di euro, con un focus prevalentemente indirizzato alla realizzazione delle infrastrutture di nuova generazione e contribuendo fattivamente alla modernizzazione del Paese.                      

A seguito dell’acquisizione effettuata nel 2014 del diritto d’uso della banda 700MHz (con un esborso pari a 936 milioni di euro), nel corso del 2015 TIM Brasil ha continuato ad investire in infrastrutture della rete 3G e ha raggiunto la leadership nel 4G, sia per numero di città coperte (411 a fine 2015) che in termini di copertura relativa alla popolazione urbana (59% a fine 2015). Anche la copertura dei siti 4G è aumentata: in particolare, il numero di siti coperti con LTE è più che raddoppiato nel 2015, raggiungendo un totale di 7.7000. L’investimento in infrastrutture ha permesso l’espansione della rete di fibra ottica (metropolitana e di lunga distanza) a 68.000 km.

Infine, TIM Brasil ha concluso la cessione della terza tranche di torri di telecomunicazione ad American Tower do Brasil, allo scopo di ottimizzare le risorse finanziarie della società e sostenere il piano di investimenti annunciato in Brasile.

Solo nel biennio 2014-2015 gli investimenti in infrastrutture innovative sono stati oltre 2 miliardi di euro ed il piano 2016-2018 prevede circa 4 miliardi di euro in investimenti quasi interamente rivolti a una maggiore copertura 4G del Paese.

[G4-EC7bIn America Latina la telefonia mobile, sin dalla sua introduzione, ha svolto un ruolo chiave nel processo di integrazione delle fasce più disagiate, divenendo fattore di coesione e partecipazione alla vita sociale e democratica. TIM Brasil gestisce oltre 66 milioni di linee mobili e, in questo contesto, ha sempre giocato un ruolo importante. Quanto fatto in passato estendendo la copertura della rete mobile a tutto il Paese, prosegue su alcuni importanti assi di sviluppo, quali il miglioramento della qualità della rete per le maggiori città, lo sviluppo del Mobile BroadBand e del Fiber-To-The-Site (FTTS) sviluppato in alcune città, progetti pilota di small-cell e Wi-Fi e lo sviluppo del progetto di trasmissione LT Amazonas fiber nella regione amazzonica.

[G4-EC8] TIM Brasil si distingue per progetti di inclusione sociale come la Transamazonica Digital, che porta fibra ottica in alcune municipalità degli Stati di Amazonas, Parà e Amapà. La disponibilità di infrastrutture, tuttavia, è solo uno degli ingredienti e deve procedere di pari passo alla complessiva crescita digitale della popolazione, un’alfabetizzazione che faccia sviluppare la domanda e stimoli gli investimenti. In questo contesto si colloca il “piano nazionale di banda larga” del Brasile (PNBL - Programa Nacional de Banda Larga), cui il Gruppo Telecom Italia ha partecipato fin dall’inizio, un programma federale che ha guidato il Paese verso l’obiettivo di incoraggiare e diffondere l’uso e la distribuzione di beni e servizi ICT, espandere la copertura delle reti alle aree più remote nonché di rendere più accessibili i servizi a tutte le fasce della popolazione, contribuendo a ridurre le diseguaglianze economiche e sociali.

TIM Brasil ha continuato la promozione delle offerte commerciali per favorire la diffusione del web mobile, specialmente presso le classi meno abbienti. Si tratta di offerte a consumo con tariffe convenienti, particolarmente adatte a favorire l’ampliamento della digital inclusion socio-culturale (per es. INFINITY WEB e LIBERTY WEB).

Inoltre, il progetto Data Connections raggiunge tutte le scuole pubbliche ubicate in zone rurali, all’interno dell’area di copertura TIM (download dati a 256 kbps e upload a 128 kbps). A dicembre 2015 il progetto è stato realizzato al 75%.

1 Stime interne.

2 Per ulteriori dettagli si rimanda alla scheda CSV, Impatto occupazionale.

3 EU Industrial R&D Investment Scoreboard. Rapporto Commissione Europea 2015

4 Dato a fine 2015 oltre l’88% della popolazione; per maggiori dettagli cfr. paragrafo Digital Inclusion geografica.    

5 Nel corso del 2015 non sono stati emessi bandi. Nel 2014 Telecom Italia ha partecipato e si è aggiudicata i due bandi indetti per le regioni Calabria e Veneto, che si sono aggiunti alle due gare – relative alle regioni Lazio e Campania – che Telecom Italia si era aggiudicata nel corso del 2013.

6 Il capitolo Gruppo Telecom Italia contiene un resoconto delle iniziative che coinvolgono Istituzioni nazionali e locali per valutare i requisiti per i lavori delle infrastrutture.

7 Per ulteriori dettagli si rimanda alla scheda CSV, Digitalizzazione  del Paese.

8 Study on the socio-economic impact of bandwidth (SMART 2010/0033), Analysys Mason e Tech4i2 – marzo 2013. L’intero studio è scaricabile al link http://ec.europa.eu/digital-agenda/en/news/study-socio-economic-impact-bandwidth-smart-201000033. Una sintesi dei principali risultati del lavoro è disponibile nel sito di Analysys Mason al link: http://www.analysysmason.com/About-Us/News/Press-releases1/broadband- benefit-for-EU-Mar2013/

9 Reforming Europe’s Telecoms Regulation to Enable the Digital Single Market, The Boston Consulting Group - 2013     

10 Science, Technology and Industry Outlook, OECD.

11 Economic Impact of Broadband: An Empirical Study, L. Waverman – 20009. Waverman stimava un aumento della produttività di 0,13% ogni punto percentuale di aumento della copertura della rete a banda larga.   

12 I dati di Copertura Ufficiale di Telecom Italia, si riferiscono alla copertura tecnica della popolazione telefonica (in termini di linee a 64 kbit/s equivalenti) al lordo delle aree non tecnicamente servibili a causa delle caratteristiche della rete di accesso in rame (presenza di apparati numerici quali ad esempio MPX, UCR o MD48, eccessiva distanza dalla centrale, ecc).

13 Il piano è costituito dagli interventi che garantiscono la piena fruibilità del servizio da parte dei clienti attraverso l’ampliamento della capacità degli apparati utilizzati, sia in termini di porte utente sia di ampiezza della banda disponibile sulla rete internet. Tecnicamente si parla di attività di desaturazione degli apparati DSLAM, svolte preventivamente o al superamento di soglie definite di qualità e disponibilità del servizio broadband”.

14 La Società è stata costituita su iniziativa del Dipartimento di Comunicazione del Ministero dello Sviluppo Economico e Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’Impresa ed è il soggetto attuante del Programma banda larga.  

15 Lepida S.p.A. è lo strumento operativo promosso dalla Regione Emilia Romagna per la pianificazione, lo sviluppo e la gestione omogenea e unitaria delle infrastrutture di telecomunicazione degli enti collegati alla rete. La società favorisce interbventi anche a favore della digital inclusion in zone rurali o montane.