DIRITTI UMANI

[G4-DMA  Investment], [G4-DMA  Non-discrimination], [G4-DMA  Freedom of association  and collective Bargaining], [G4-DMA child labor], [G4-DMA Forced or compulsory labor], [G4-DMA Security practices], [G4-DMA Indigenous rights], [G4-DMA  assessment],  [G4-DMA  Supplier Human rights  assessment], [G4-DMA  Human rights  Grievance mechanisms] L’analisi di materialità, condotta da Telecom Italia nel 2014 e confermata nel 2015, ha messo in evidenza, tra le tematiche ritenute materiali dagli stakeholder e dall’Azienda, quelle relative alla tutela dei Diritti Umani. Questo risultato, apparentemente sorprendente per un operatore di telecomunicazioni che opera in Paesi considerati a basso/medio rischio di violazione dei Diritti Umani, si basa su due ordini di motivazioni:

  • la risonanza presso l’opinione pubblica degli eventuali episodi di violazione dei Diritti Umani, che può seriamente compromettere la reputazione aziendale;
  • l’accezione molto ampia data al concetto di “diritto umano” da parte di Telecom Italia. Sono rientrati in questa sfera non solo i Diritti Umani di base, quali il diritto a una remunerazione decorosa, a non essere discriminati, a non dover subire un lavoro coatto, ecc., ma anche i diritti legati alla società dell’informazione, quali il diritto ad avere accesso alle informazioni, il diritto alla libertà di espressione (in particolare quella online), il diritto alla tutela della privacy e della sicurezza online, in particolare per i bambini, temi rilevanti per un’azienda di TLC.

Policy aziendali rilevanti: Policy per il Rispetto dei Diritti Umani del Gruppo, Codice Etico e di Condotta, Policy di Responsabilità Sociale del Gruppo, Policy sui Rapporti con i Fornitori, Procedura di segnalazioni per il Controllo Interno, Procedura di segnalazione al Collegio Sindacale, Carte dei servizi e Condizioni generali di abbonamento, Codici di autodisciplina per i servizi mobili e di condotta per i servizi a sovraprezzo, Linee Guida per il marketing responsabile, Informative di Telecom Italia ai sensi dell’art. 13 del Codice privacy, disponibili sul sito telecomitalia.com.

Efficacia e monitoraggio: la Policy per il Rispetto dei Diritti Umani si applica a tutte le persone del Gruppo. La funzione People Value è responsabile dell’osservanza della Policy per quanto riguarda il coinvolgimento delle persone di Telecom Italia, la funzione Purchasing è responsabile del suo rispetto in relazione al coinvolgimento dei fornitori, la funzione Compliance presidia il rischio di non conformità alle normative di riferimento e la funzione Corporate Shared Value (CSV) è responsabile dell’aggiornamento della Policy (almeno ogni due anni). Inoltre CSV coordina il processo di due diligence nell’ottica del miglioramento continuo. Telecom Italia infine monitora e analizza attentamente le segnalazioni di eventuali violazioni dei Diritti Umani che pervengono tramite i meccanismi di segnalazione messi a disposizione degli stakeholder. L’esiguità di tali segnalazioni è una indicazione della bontà dei processi aziendali per la tutela dei Diritti Umani.    

Business e Diritti Umani: i “Principi Guida” dell’ONU e la Direttiva dell’Unione Europea n° 95/2014

Nel 2011 il Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU ha approvato all’unanimità gli “UN Guiding Principles on Business & Human Rights”1 , predisposti dal Prof. John Ruggie2, considerandoli come il benchmark globale su “Business e Diritti Umani”.

I “Principi Guida” sono stati predisposti per rendere operativo il framework sui Diritti Umani3 fondato sui seguenti tre pilastri:

  • il dovere degli Stati di proteggere le persone contro gli abusi dei Diritti Umani realizzati da terzi, comprese le imprese (gli Stati devono adottare le adeguate misure per prevenire, investigare, punire e risarcire tali abusi attraverso efficaci policy, provvedimenti legislativi, regolamenti e pronunciamenti);
  • la responsabilità delle imprese di rispettare i Diritti Umani (le imprese devono evitare di causare o contribuire a causare - attraverso le proprie attività - gli impatti negativi sui Diritti Umani di altri);
  • gli Stati e le imprese devono permettere il più ampio accesso ai rimedi efficaci alle vittime degli abusi dei Diritti Umani (gli Stati devono assicurare - attraverso mezzi giudiziari, amministrativi, legislativi o altri appropriati - che le persone abbiano accesso ad un efficace rimedio, quando accadono tali abusi all’interno del proprio territorio. Le imprese devono provvedere al rimedio degli impatti negativi - o cooperare allo stesso - attraverso processi legittimi, quando riconoscono di aver causato gli impatti negativi o contribuito a causarli).

Unione Europea

Allo scopo di rafforzare la responsabilità e la trasparenza delle grandi aziende, a fine 2014, il Parlamento e il Consiglio dell’Unione Europea hanno pubblicato la Direttiva 2014/95/EU sulla Gazzetta Ufficiale europea; tale Direttiva entrerà in vigore entro il 2017 (dopo la ratifica degli Stati membri) e riguarda la divulgazione di informazioni non finanziarie, tra le quali quelle riguardanti i Diritti Umani.

L’impegno di Telecom Italia

[G4-DMA  Assessment] Dal 2008 al 2011 Telecom Italia è stata uno dei componenti del Global Compact Human Rights Working Group dell’ONU, costituito dal Global Compact Board nel 2006 con l’obiettivo di fornire l’input strategico sui Diritti Umani al Global Compact.
Dal 2012 Telecom Italia è uno dei componenti del Peer Learning Group on Business and Human Rights, costituito nell’ambito del Global Compact Network Germania.
Nel 2015 il Peer Learning Group ha svolto le seguenti principali attività:

  • webinar di febbraio sul tema “sviluppo della policy sui Diritti Umani e coinvolgimento degli stakeholder – sfide e best practices”;
  • meeting di maggio su “impatti e rischi sui Diritti Umani e impatti derivanti dalle attività aziendali – analisi metodologiche e case studies”;
  • webinar di settembre sul tema “misurare, comunicare e valutare la performance dei Diritti Umani delle imprese - trend e aspettative”;
  • meeting di novembre su “integrazione strategica dei topics sui Diritti Umani con i membri dei network spagnolo ed italiano del Global Compact”.

Si noti che, in virtù della trasversalità del tema dei Diritti Umani rispetto agli stakeholder del Gruppo, il presente paragrafo copre i KPI [G4-HR3], [G4-HR8], [G4-HR9], [G4-HR12], dello standard GRI G4. Nel capitolo Digitalizzazione, connettività e innovazione sociale sono esposti i KPI [G4-HR1], [G4-HR4], [G4-HR5], [G4-HR6], [G4-HR7], [G4-HR10], [G4-HR11], mentre nel capitolo Le persone di Telecom Italia sono esposti i KPI [G4-HR2], [G4-HR4], [G4-HR5], [G4-HR6], [G4-HR7].        

La due diligence sui Diritti Umani del Gruppo Telecom Italia

[G4-Dma-Reporting Due Diligence on Human Hights-a] Nel 2012, Telecom Italia ha preso parte al Company Coaching and Capacity Assessment on Business and Human Rights, organizzato dal Global Compact Network Germania, durante il quale è stato anche spiegato il tool OCAI (Organisational Capacity Assessment Instrument1 ) per la due diligence sui Diritti Umani nelle imprese (richiesta espressamente dai “Principi Guida”). OCAI è un questionario di autovalutazione che riflette il contenuto dei “Principi Guida dell’ONU su Imprese e Diritti Umani”, costituito da ventidue domande riguardanti i principali elementi della responsabilità delle imprese sui Diritti Umani2 . Nella compilazione del questionario OCAI, per ogni domanda, l’impresa o funzione deve valutare la propria posizione – attuale e potenziale - in uno spettro di sei livelli, che va da “non dinamica” a “promoter dei Diritti Umani”3.

Tra gli obiettivi della due diligence ci sono:

  • l’identificazione e mappatura dei rischi sui Diritti Umani che derivano dalle attività operative del Gruppo7;
  • la conferma che ogni tematica sia disciplinata da apposito quadro normativo interno (ad es., policy, procedure), abbia un sistema di gestione che monitori e tracci le prestazioni regolarmente (se possibile attraverso opportuni indicatori, come quelli riguardanti la salute e la sicurezza), abbia le relative responsabilità assegnate;
  • la definizione di un percorso di miglioramento graduale che, a partire dal semplice rispetto delle leggi locali, orienta le politiche e i processi dei Diritti Umani verso la condivisione con gli opportuni stakeholder, attraverso appropriate iniziative di coinvolgimento;
  • l’evidenziazione degli eventuali divari o incoerenze tra le diverse funzioni dell’impresa e/o tra le diverse società del Gruppo;
  • la possibilità del confronto sui Diritti Umani con le altre imprese.

[G4-HR9] Telecom Italia ha effettuato la prima due diligence interna sui Diritti Umani dall’autunno 2012 alla primavera 2014, sulla base dei “Principi Guida”4, l’utilizzo del questionario OCAI, ed il coinvolgimento delle due maggiori entità del Gruppo in termini di organico (la percentuale di dipendenti coperta è stata del 98%) e di investimenti, ovvero la BU Domestic (escluse Olivetti e Telecom Italia Sparkle) e la BU Brasile.
L’intero processo di due diligence è stato studiato e coordinato dalla funzione CSV, la quale ha invitato le funzioni e società del Gruppo coinvolte alla compilazione del questionario di autovalutazione5.
La funzione CSV ha esaminato i questionari compilati e condotto i relativi feedback con le funzioni italiane al fine di approfondire i contributi forniti e definire gli action plan delle autovalutazioni di livello due e tre (rispettivamente, il 3,1% e l’8,6% di tutte le risposte)6.

Infatti, se dal processo di autovalutazione emerge una situazione di potenziale rischio con riferimento ai Diritti Umani, la funzione interessata è tenuta a comunicare il relativo action plan a CSV, la quale monitorerà lo stato di avanzamento dei lavori. In Italia, al termine dei feedback, è emerso quanto segue:

  • su una scala da uno a sei, il voto medio di tutte le risposte è stato 4,4;
  • la necessità di predisporre la policy dei Diritti Umani del Gruppo Telecom Italia (circa i 2/3 delle autovalutazioni insufficienti hanno riguardato questo aspetto);
  • l’utilità di organizzare i corsi di formazione interni sui Diritti Umani.

Per la BU Brasile, a breve avranno luogo gli incontri di feedback con le funzioni brasiliane e si definiranno gli eventuali action plan.          

[G4-HR10], [G4-HR11] Anche i risultati degli audit sui Diritti Umani realizzati sui Fornitori del Gruppo Telecom Italia sono riportati nel Bilancio di sostenibilità e nella sezione di sostenibilità del sito web del Gruppo.

La Policy sui Diritti Umani del Gruppo

[G4-Dma-Reporting Due Diligence on Human Rights-b] Scopo della nuova Policy è rendere il rispetto dei Diritti Umani un requisito essenziale nello svolgimento delle attività operative di Telecom Italia. Sia in Italia sia nelle società estere, il Gruppo ha messo in atto i processi attraverso i quali s’impegna a rispettare i Diritti Umani e ha identificato quelli che possono essere influenzati negativamente dalle attività dell’Azienda, quali i:

  • Diritti Umani fondamentali (ad es. orario di lavoro, retribuzioni eque, età minima per l’ingresso nel mondo del lavoro, accessibilità alle persone diversamente abili, tutela della maternità, lavoro forzato/obbligatorio/vincolato);
  • diritti riguardanti la salute e la sicurezza;
  • diritti concordati con i sindacati e inseriti nei Contratti di Lavoro Nazionali (in linea con i principi dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro);
  • [G4-DMA Non-discrimination] diritti riguardanti la diversità, l’uguaglianza e la non discriminazione.

La Policy si applica a tutte le persone del Gruppo e i diritti sopra riportati riguardano anche i terzi che entrano in rapporti di affari con Telecom Italia.
I processi interni del Gruppo considerano anche una serie di diritti della persona su cui incide il core-business, tra cui i diritti:

  • all’accesso ai servizi di telecomunicazione e all’innovazione;
  • alla privacy delle nostre persone e dei clienti del Gruppo e protezione dei loro dati personali;
  • alla libertà di espressione, in particolare quella online, supportata dall’accesso alle tecnologie delle telecomunicazioni;
  • derivanti dall’approccio aziendale di tolleranza zero verso qualsiasi forma di corruzione;
  • potenzialmente violati dai servizi a valore aggiunto (ad esempio i servizi con contenuti riservati agli adulti e il gioco d’azzardo);
  • dei bambini e dei giovani a essere protetti dal (cyber)bullismo o dalle molestie;
  • dei nostri clienti ad una pubblicità responsabile;
  • alla tutela dell’ambiente (in particolare i campi elettromagnetici);
  • delle Comunità nelle quali Telecom Italia svolge la propria attività, con particolare attenzione ai gruppi vulnerabili di persone (ad es., diversamente abili, minori, anziani);
  • connessi all’impiego della sicurezza armata, secondo i più elevati standard e prassi internazionali e con la più ampia trasparenza possibile.

La Policy prevede i meccanismi di denuncia non filtrata e anonima secondo quanto richiesto dalle procedure aziendali, disponibili sul sito del Gruppo.
Prima di essere pubblicata, la Policy del Gruppo è stata discussa nell’ambito dei network tedesco ed italiano del Global Compact ed approvata dal Presidente di Telecom Italia.

(In)Formazione sui Diritti Umani

[G4-Dma-Reporting Due Diligence on Human Rights-b] A valle della pubblicazione della Policy è stato organizzato un corso di formazione in aula a cui hanno partecipato i rappresentanti delle varie funzioni aziendali. Il corso è stato tenuto da una società esterna esperta in tematiche di sostenibilità1 e ha visto la partecipazione del Direttore Generale di Amnesty International Italia.
Inoltre è stato predisposto un corso online per tutta la popolazione aziendale, disponibile su piattaforma di e-learning dalla fine del 2015, con ulteriori inviti alla partecipazione nel 2016.
Sia il workshop sia il corso online hanno evidenziato, tra l’altro:

  • cosa sono i Diritti Umani e le principali Istituzioni internazionali che li disciplinano;
  • le imprese ed i Diritti Umani, con focalizzazione sugli eventuali impatti prodotti dalla loro attività sui Diritti Umani;
  • l’importanza delle imprese che operano nel settore delle telecomunicazioni nella tutela dei Diritti Umani;
  • Telecom Italia e i Diritti Umani: cosa possono fare - in caso di dubbio - le persone del Gruppo che svolgono attività sensibili per la protezione dei Diritti Umani;
  • come e quando utilizzare il meccanismo di denuncia. Le stesse attività saranno effettuate in TIM Brasil.

Segnalazioni e incidenti

[G4-DMA Human Rights Grievance Mechanisms] Il Codice Etico e di Condotta di Gruppo prevede che i dipendenti, i collaboratori, i consulenti, nonché i terzi in rapporto d’affari con il Gruppo e tutti gli stakeholder interessati dalla Policy per il Rispetto dei Diritti Umani segnalino tempestivamente – con riferimento alle attività e prestazioni di interesse del Gruppo – al Responsabile della Direzione Audit di Telecom Italia, anche per il tramite del superiore gerarchico, eventuali violazioni o concorso alla violazione di:

  • norme di legge o di regolamento,
  • prescrizioni del Codice Etico,
  • policy e procedure interne.

e ogni irregolarità e/o negligenza. La gestione delle segnalazioni, anche di specifica competenza del Responsabile della Direzione Audit (c.d. “whistleblowing”), è un requisito Sarbanes-Oxley Act e dei “Principi Guida dell’ONU su Imprese e Diritti Umani”.
La procedura di segnalazioni per il Controllo Interno (cfr il capitolo Il Gruppo Telecom Italia, paragrafo Il sistema di Corporate Governance) prevede che il Responsabile della Direzione Audit, il quale risponde direttamente al CdA in autonomia ed indipendenza rispetto ai senior executive:

  • garantisca la ricezione, protocollazione ed analisi preliminare delle segnalazioni pervenute;
  • in base agli esiti dell’analisi preliminare, avvii (qualora necessario) una attività strutturata di audit;
  • comunichi gli esiti delle analisi alle funzioni competenti, affinchè intraprendano (se necessario) le opportune azioni correttive. La non conformità viene chiusa solo dopo un accertamento da parte della Direzione Audit dell’efficacia delle azioni correttive messe in campo dalle funzioni competenti;
  • assicuri la tracciabilità e la conservazione della documentazione inerente alle segnalazioni pervenute ed alla loro analisi;
  • effettui le attività di aggiornamento della procedura di segnalazione, nonché, di concerto con la funzione People Value, la sua diffusione interna.

La procedura è disponibile sia sulla intranet aziendale, sia sul sito web telecomitalia.com. I dipendenti sono stati sensibilizzati con una lettera dell’Amministratore Delegato e una news diffusa sulla intranet aziendale.
Nel corso del 2015, attraverso la procedura per il controllo interno, sono pervenute complessivamente 156 segnalazioni in Italia e 343 in Brasile, la maggior parte delle quali, sia in Italia che in Brasile, ha riguardato tematiche di tipo aziendale e presunti disservizi. Per quanto riguarda l’Italia, le 1561 segnalazioni, di cui 44 anonime e 112 non anonime, sono così classificate:

  • 86 di tipo “aziendale”( processi migliorabili, ecc.);
  • 4 di tipo “personale” (dipendenti con situazioni di disagio, ecc.);
  • 56 reclami di clienti (per disservizi);
  • 10 “non pertinenti” rispetto all’obiettivo della procedura.

Per quanto riguarda il Brasile, le 343 segnalazioni sono state fornite 114 in forma anonima e 229 non anonima, così classificate:        

  • 188 di tipo “aziendale”(processi migliorabili, ecc.);
  • 28 di tipo “personale”(dipendenti con situazioni di disagio, ecc.);
  • 116 reclami di clienti (per disservizi);
  • 11 “non pertinenti” rispetto all’obiettivo della procedura.

Da novembre 2015 è in vigore la nuova procedura segnalazioni (“Procedura Whistleblowing”), che prevede la gestione accentrata, a cura della Direzione Audit, di tutte le segnalazioni tramite un applicativo informatico, al quale chi presenta la segnalazione può accedere dalla intranet aziendale. Da febbraio 2016, tale canale di segnalazione è accessibile anche dal sito internet di Gruppo. Per ciascuna segnalazione il sistema assegna un codice identificativo univoco, che consente al segnalante di verificarne lo stato di lavorazione, in modo del tutto anonimo.

Anche TIM Brasil utilizza un sistema di ricezione delle segnalazioni basato su un modulo, accessibile anche dal sito internet della società, che consente di acquisire la segnalazione su una casella di posta elettronica, dotata di sistemi di sicurezza informatica, per la successiva gestione della medesima.

[G4-HR12] Di seguito sono riportate le segnalazioni relative ai Diritti Umani pervenute attraverso il principale strumento che l’Azienda mette a disposizione di tutti gli stakeholder per segnalare qualsiasi tipo di irregolarità normativa o violazione del Codice Etico, della Policy sui Diritti Umani e dei “Principi Guida dell’ONU”, ovvero la procedura di segnalazioni per il Controllo Interno. Si noti che il concetto di Diritto Umano usato per la compilazione delle tabelle è lo stesso usato per la due diligence precedentemente esposta, in particolare, eventuali segnalazioni sostanziate relative alla non disponibilità sistematica dell’accesso al web sono state considerate violazioni del diritto all’accesso alla società dell’informazione. Per maggiori dettagli si rimanda alle tabelle riportate in Appendice.

Segnalazioni ricevute e gestite in Italia riguardanti i Diritti Umani

 

   2015di cui
sostanziate
  2014di cui
sostanziate
  2013di cui
sostanziate
Numero complessivo delle segnalazioni riguardanti i diritti umani pervenute attraverso i principali meccanismi di segnalazione   4  2 7 3 7 6
Di cui gestite durante il periodo di riferimento 4 2 7 3 7 6
Di cui risolte durante il periodo di riferimento 4 2 7 3 6 5
Numero totale di segnalazioni pervenute prima del periodo di rilevazione che sono state risolte nel periodo di riferimento   0 0 1 1 2 2
       

Segnalazioni ricevute e gestite in Brasile riguardanti i Diritti Umani

 

   2015di cui
sostanziate
  2014di cui
sostanziate
  2013di cui
sostanziate
Numero complessivo delle segnalazioni riguardanti i diritti umani pervenute attraverso i principali meccanismi di segnalazione   0   0 5 2 0 0
Di cui gestite durante il periodo di riferimento 0 0 5 2 0 0
Di cui risolte durante il periodo di riferimento 0 0 4 2 0 0
Numero totale di segnalazioni pervenute prima del periodo di rilevazione che sono state risolte nel periodo di riferimento   1   0 0 0 0 0
         

Le segnalazioni hanno riguardato la salute e sicurezza dei lavoratori, le relazioni con i fornitori, la privacy, la copertura della rete. I pochi casi in cui le segnalazioni sono risultate sostanziate, sono stati chiusi con azioni correttive. Il motivo per cui in Brasile sono state registrate segnalazioni solo a partire dal 2014 è che in precedenza i meccanismi di segnalazione non erano ancora stati strutturati e comunicati in modo efficace. A completamento del tema, nel corso del 2015, in Brasile si sono avute segnalazioni riguardanti questioni di lavoro, come indicato nel capitolo Le persone di Telecom Italia.

[G4-HR3],[G4-HR8] Nel Gruppo, negli ultimi 3 anni non sono stati segnalati incidenti relativi a discriminazioni o violazioni dei diritti delle popolazioni indigene13.

1 Principi Guida dell’ONU su Imprese e Diritti Umani.

2 Nel 2005 Kofi Annan aveva nominato il Prof. Ruggie “Special Representative of the Secretary-General on the issue of human rights and transnational corporations and other business enterprises”.

3 Realizzato dal Prof. John Ruggie ed approvato dal Consiglio dei Diritti Umani nel 2008.

4 Realizzato da Twentyfifty Ltd con i finanziamenti della Fondazione del Global Compact Germania.

5 Quattro domande riguardano l’eventuale policy sui Diritti Umani, quattro la valutazione degl’impatti effettivi e potenziali sui Diritti Umani (derivanti dalle attività e relazioni di impresa), undici riguardano l’integrazione del rispetto dei Diritti Umani nei processi e funzioni dell’impresa, due domande concernono il tracciamento della risposta dell’impresa agl’impatti negativi che ha provocato o concorso a provocare e la relativa comunicazione, ed infine il meccanismo di denuncia.

6 I due livelli più bassi identificano l’approccio reattivo ai Diritti Umani (rispettivamente, “non dinamico” e “reattivo”), il terzo costituisce l’approccio attivo (“gestione efficiente”), i tre livelli più alti rappresentano l’approccio proattivo ai Diritti Umani (dal basso verso l’alto, si ha “sperimentazione proattiva”, “integrazione strategica”, “promoter dei Diritti Umani”). Il tool non opera come esperto di compliance.

7 Tra i gruppi ritenuti vulnerabili, oltre ai minori, gli anziani e i disabili, Telecom Italia ha identificato le popolazioni indigene e il lavoro dei migranti. 

8 La prossima sarà effettuata anche in considerazione delle Linee guida dello standard GRI (Global Reporting Initiative)-G4 (opzione comprehensive).

9 Telecom Italia non ha considerato la domanda riguardante le “conflict-affected areas” in quanto il Gruppo non opera in tali aree.

10 Nessuna risposta di livello uno è stata fornita nel corso del primo round.

11 Avanzi Srl, maggiori dettagli sono disponibili sul sito www.avanzi.org. 

12 Delle 156, 31 sono pervenute per il tramite del Collegio Sindacale e 3 dell’Organismo di Vigilanza. Da inizio 2015 la Direzione Audit ha accentrato la conduzione gestionale di tutte le segnalazioni.

13 [G4-DMA Indigenous Rights] L’unica area geografica con popolazioni indigene in cui Telecom Italia opera è il Brasile. Comunque, le attività di telecomunicazioni non hanno impatti negativi su tali popolazioni.