LETTERA DEL PRESIDENTE

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Qualche anno fa il New Yorker pubblicava questa vignetta. C’è un uomo dietro la sua scrivania, l’amministratore delegato di un’azienda e davanti a lui siede un collaboratore. Questi gli ha appena suggerito una qualche nuova soluzione. “Quello che mi propone è un approccio davvero innovativo”, spiega il CEO al suo collaboratore, “Ma temo che non lo si possa prendere in considerazione: non è mai stato fatto prima!”.

Bene, l’innovazione è proprio questo: immaginare soluzioni nuove, spezzare le prassi consolidate, che si tratti di prodotti, processi di produzione, strategie commerciali. Non ha senso fare le cose in un certo modo perché le si è sempre fatte in quel modo. Nel mondo di oggi, un’azienda di successo è un’azienda che non rinuncia a mettere in discussione il suo stesso passato.

Noi ragioniamo così, siamo un’azienda che vuole mettersi in discussione e che ha le capacità per farlo perché è nel nostro DNA ed è parte del nostro bagaglio culturale.

Viviamo in un contesto fortemente competitivo, sulla frontiera dell’innovazione. Operiamo in un ambito nel quale, sia sul versante dell’elettronica di consumo che su quello dei servizi internet, non passa giorno che non si presentino entusiasmanti novità. Continuiamo a chiamarlo “telefono” ma il nostro smartphone, oggi, fa cose che solo cinque anni fa non sembravano neppure possibili. Telecom Italia fa lo stesso mestiere di sempre: mette in comunicazione le persone. Ma lo deve fare, ora, in modo radicalmente differente da cinque anni fa e fra cinque anni lo farà in modo molto diverso da oggi.

La nostra non è una leadership che possa fondarsi solo sul passato: non siamo più i cauti amministratori del legato del monopolio. Oggi giorno combattiamo la gara della concorrenza e ci misuriamo quotidianamente con i nostri competitors, imparando gli uni dagli altri.

E dato che da sempre ci occupiamo di mettere in connessione cose e persone, siamo stati capaci di vedere, forse prima e più di altri, le interdipendenze tra sostenibilità economica, sociale, ambientale e umana nel fare impresa. Abbiamo per questo sviluppato una sensibilità, per la Responsabilità Sociale d’Impresa, un po’ diversa da quella di altre aziende. Tra i primi abbiamo riconosciuto che il conseguimento degli interessi di tutti i nostri stakeholder alimenta in maniera sinergica l’obiettivo della creazione di valore. Ed è proprio da questo principio che nasce il termine “valore condiviso” che guida le nostre azioni.

Sappiamo che per esprimere al massimo il nostro potenziale dobbiamo ampliare lo sguardo: considerare l’impatto degli investimenti sulla comunità, chiederci in che maniera le nuove tecnologie condizioneranno la capacità d’apprendimento dei nostri figli, “includere” quante più persone possibili nella grande conversazione dell’era digitale.

Siamo una grande azienda, capace di grandi e significativi investimenti. Nelle nuove tecnologie, nella banda larga, nella sicurezza informatica, sì, ma anche in progetti di natura sociale, civica e culturale, dimensioni che investono la vita quotidiana di tutti noi sotto molteplici punti di vista.

La nostra ambizione è costruire un profitto sostenibile nel lungo periodo, a vantaggio di tutti e il nostro impegno nell’adozione dei principi del Global Compact – che mira a creare un’economia globale inclusiva e sostenibile, capace di produrre benefici durevoli per le persone, le comunità e il mercato – va in questa direzione.

Stiamo avviando un ambizioso progetto di semplificazione e smart working e siamo impegnati seriamente nel garantire il rispetto dei Diritti Umani, nella lotta alla corruzione e nello sviluppo del potenziale delle persone dentro e fuori dalla nostra organizzazione. Siamo convinti che le condizioni di lavoro dei nostri collaboratori debbano consentire loro di dare davvero il massimo: per questo, vogliamo che siano, per tutti, le migliori possibili.

Telecom Italia è un’azienda profondamente italiana. Lo è perché sono italiani le donne e gli uomini che ci lavorano, lo è perché sono italiani le competenze, il know how ma lo è ancora di più perché gli effetti di quello che facciamo ogni giorno si riversano in maniera importante sull’intero contesto sociale ed economico italiano. Altrettanto italiani sono la creatività, la passione, la voglia di innovazione che nel nostro Paese hanno sempre trovato espressione, da Leonardo e Guglielmo Marconi, Alfonso Bialetti e Federico Faggin. Ma ci piace anche pensare di essere un pezzo di Silicon Valley in Italia. Perché in Telecom il cambiamento non è episodico, non è casuale: il cambiamento è la filosofia aziendale.

La spinta innovativa di cui siamo portatori è intrinsecamente legata all’evoluzione della società in cui viviamo. L’attività del nostro Gruppo è creare reti e servizi di comunicazione. Significa permettere a persone e imprese di condividere e realizzare idee e progetti che nessuno sarebbe in grado di realizzare da solo. Questa è la vera essenza di quello che facciamo: mettere ciascuno di noi in grado di comunicare con gli altri per sentirsi parte di qualcosa di più grande.

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Giuseppe Recchi