CAMBIAMENTO CLIMATICO

La Green Economy viene riconosciuta come elemento trainante verso lo sviluppo sostenibile e l’eliminazione della povertà. Il settore ICT può fornire un contributo importante allo sviluppo dell’economia, miglioramento dell’efficienza energetica e alla lotta contro i cambiamenti climatici, come dimostrato da vari studi e analisi del settore ICT, recentemente riaffermato dal Rapporto SMARTer 20301, pubblicato nel 2015 dalla Global e-Sustainability Initiative.

L’approccio seguito dal Gruppo per contrastare il cambiamento climatico si fonda su tre livelli sinergici di azione:

  • la riduzione delle proprie emissioni dirette e indirette di gas serra;
  • il contenimento delle emissioni degli altri settori e dei clienti in generale attraverso il supporto alla dematerializzazione e l’offerta di servizi che promuovano nuovi modi di lavorare, apprendere, viaggiare e, più in generale, di vivere;
  • il contributo alla diffusione di una cultura basata su un corretto approccio ai temi ambientali all’interno e all’esterno dell’Azienda.

La riduzione delle emissioni

L’impatto ambientale di Telecom Italia in termini di emissioni di CO2 è determinato essenzialmente, come verrà illustrato nei paragrafi che seguono, da emissioni dirette derivanti dall’utilizzo di combustibili fossili, indirette per l’acquisto di energia elettrica e altre emissioni indirette dovute per esempio agli spostamenti casa-lavoro e alle trasferte effettuate in aereo dal personale aziendale.

Per quanto riguarda le iniziative di riduzione messe in atto si rinvia ai paragrafi Performance ambientale/Energia e Performance ambientale/Emissioni.

I rischi legati ai cambiamenti climatici

I rischi legati ai cambiamenti climatici per il settore delle telecomunicazioni hanno implicazioni di tipo fisico, economico e regolamentare con ricadute importanti perfino sull’immagine e la reputazione delle società. I cambiamenti climatici provocano alterazioni dei modelli meteorologici che possono condurre anche a situazioni estreme.

In Italia, in particolare, negli ultimi anni si sono verificati fenomeni esondativi di notevole portata che hanno avuto un impatto devastante su vaste aree di territorio, città e infrastrutture.

Le installazioni, le infrastrutture di rete e i Data Centre di Telecom Italia sono distribuiti su tutto il territorio nazionale, e l’Azienda considera quello di esondazione uno dei rischi fisici più seri e con la maggiore probabilità di verificarsi. Gli effetti valutati consistono in danni che vanno dalla riduzione d’uso fino alla perdita delle proprietà e, nel caso estremo, all’azzeramento della capacità di fornire il servizio alla clientela.

Per evitare o limitare i danni potenziali, nuove centrali e gli edifici di Telecom Italia sono costruiti a distanza di sicurezza da fiumi e bacini d’acqua in genere, e per garantire la continuità del servizio la rete è progettata considerando adeguati livelli di resilienza e ridondanza.

In Italia la situazione dell’infrastruttura di rete, con particolare attenzione alle zone caratterizzate da un elevato livello di rischio idro-geologico, viene monitorata attraverso il sistema aziendale Ci.Pro. (Civil Protection) che utilizza una base dati di informazioni relative al territorio e alle infrastrutture che viene continuamente aggiornata ricercando la rapida pianificazione degli interventi che si rendono necessari.

In ultimo, i rischi fisici a cui gli asset aziendali sono comunque soggetti, vengono gestiti tramite una copertura assicurativa che tenga conto del valore delle strutture e degli apparati come pure degli eventuali effetti che tali fenomeni catastrofici causerebbero sul servizio.

Le condizioni climatiche mutevoli danno origine sempre più a condizioni meteorologiche estreme e TIM Brasil ha sviluppato tecnologie e applicazioni per il monitoraggio efficace e continuo, soprattutto nelle aree a maggior rischio. La Società ha inoltre fatto forti investimenti in infrastrutture e tecnologie avanzate, non solo per garantire la continuità e la qualità del servizio offerto ai propri clienti, ma anche per aumentare l’efficienza e ridurre i consumi associati alle proprie operazioni

Al momento in Brasile la maggior parte dell’energia elettrica viene generata da centrali idroelettriche. Periodi prolungati di siccità possono portare ad una diminuzione anche drastica della disponibilità di energia elettrica, oltre che all’aumento del costo della stessa e al ricorso sempre maggiore ai combustibili fossili. La diminuita disponibilità di acqua nei bacini idrici potrebbe portare al razionamento dell’energia e a fluttuazioni significative del costo per kWh.

In Brasile, dal punto di vista legislativo, la politica nazionale sui cambiamenti climatici, che è stata definita nel 2009 ed è regolata dai decreti No. 7.390/2010 e 7.643/2011 e integrata dai piani settoriali di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, prevede per il 2020 una riduzione delle emissioni di gas serra compresa tra 36,1% e 38,9%. Il settore delle telecomunicazioni non è per il momento direttamente coinvolto, ma potrebbe esserlo in un futuro non lontano. Negli stati di São Paulo e Rio de Janeiro, quelli in cui sono maggiormente concentrate le attività industriali e commerciali del Paese, sono state promulgate specifiche leggi statali sui cambiamenti climatici: è possibile che venga in futuro richiesto anche a TIM di sviluppare un proprio piano di riduzione delle emissioni di gas serra se il settore delle telecomunicazioni dovrà contribuire ponendosi obiettivi di riduzione quantitativi, anche se su base volontaria.

Una parte considerevole delle emissioni di TIM è legata ai consumi di energia elettrica, soprattutto da parte dell’infrastruttura di rete. Le politiche che riguardano il settore energetico tendono a far aumentare il costo dell’energia, e tali aumenti vengono a loro volta trasferiti agli utilizzatori e quindi a TIM (anche se il costo dell’energia elettrica rappresenta poco più del 5% del totale dei costi operativi), che potrebbe veder aumentare il costo dei beni e dei servizi che acquista dai propri fornitori. Condizioni climatiche estreme come tempeste di elevata intensità e frequenza possono danneggiare l’infrastruttura di rete, in particolare le torri e i tralicci di trasmissione, aumentando i costi di gestione e di assicurazione contro i rischi e causando riduzione della copertura, indebolimento del segnale e interruzioni del servizio. Anche variazioni nel tasso di umidità e salinità dell’aria possono ridurre la vita utile delle apparecchiature. Inoltre un aumento della temperatura media potrebbe avere come conseguenza un maggiore consumo di energia elettrica per i sistemi di condizionamento e refrigerazione. Possibili inondazioni rendono difficoltosi gli spostamenti del personale e l’operatività, diminuendo l’efficienza del sistema.

Le opportunità legate ai cambiamenti climatici

Il settore ICT è chiamato a svolgere un ruolo importante nella lotta ai cambiamenti climatici favorendo la sostituzione di prodotti fisici e servizi tradizionali con prodotti e processi digitali (cfr. anche il capitolo Digitalizzazione, connettività e innovazione sociale/Ricerca e sviluppo e servizi innovativi), in grado di favorire la dematerializzazione della società, riducendo l’esigenza di spostamento fisico di persone e cose.      

A titolo di esempio:

  • i servizi di audio/videoconferenza e il telelavoro riducono la necessità di spostamenti fisici delle persone;
  • la fatturazione e i pagamenti online, oltre a permettere il risparmio di carta e quindi dell’energia relativa alla produzione e al trasporto, eliminano gli spostamenti per effettuare i pagamenti;
  • i servizi di telemedicina riducono la necessità di incontri medico-paziente;
  • i sistemi di infomobilità, utilizzando informazioni ottenute da terminali mobili, permettono di ottimizzare i flussi di traffico riducendo i tempi di percorrenza e le emissioni di gas serra;
  • i sistemi di monitoraggio e analisi dei consumi consentono di ottimizzare l’efficienza energetica di uffici e abitazioni.

Il miglioramento dell’efficienza, i risparmi ottenibili in termini economici e la riduzione degli impatti sull’ambiente associati all’utilizzo di tali servizi rappresentano un’interessante opportunità di business per l’Azienda, vista anche la sensibilità dei suoi stakeholder e dei cittadini in generale verso la necessità di abbattere in modo significativo le emissioni di gas serra per garantire un futuro sostenibile al pianeta e alla società. Un esempio è riportato nel box relativo al Programma Territorio Digitale.

Anche in Brasile, il cambiamento climatico può influenzare il comportamento degli investitori che tendono sempre di più a dare priorità alle aziende trasparenti in relazione alla gestione delle proprie emissioni e dimostrano di saper valutare e anticipare i rischi potenziali e cogliere le opportunità. A testimonianza del proprio impegno TIM Participações S.A. nel 2015 è stata confermata nel BM&FBovespa’s Corporate Sustainability Index (ISE) per l’ottavo anno consecutivo, e nel gennaio 2016 nel Carbon Efficient Index, ICO2, per il sesto anno consecutivo.

TIM Brasil ritiene che in un futuro non lontano la legislazione brasiliana renderà obbligatoria la comunicazione delle proprie emissioni di gas serra per diversi settori industriali. In tal senso vengono quantificate e comunicate in modo trasparente le proprie emissioni fin dal 2008, oltre a rispondere al questionario CDP dal 2007 e partecipare al programma nazionale EPC (Empresas pelo Clima) dal 2010 e questo potrebbe costituire un vantaggio competitivo.     

Programma Territorio Digitale (2012–2014) e suo sviluppo in Digital Life (2015–2017)

Nell’ambito dei servizi indirizzati al settore pubblico, Telecom Italia in conformità all’ADI (l’Agenda Digitale Italiana) e alle Direttive europee, ha sviluppato la sua offerta di Smart Services (famiglia di servizi per l’efficienza energetica e i servizi digitali della città) che ha prodotto ricavi per 1.140.000 euro nel 2013 e 2.000.000 di euro nel 2014.

Sempre nel 2013 Telecom Italia ha avviato una razionalizzazione dell’offerta Smart Services cui ha affiancato Urban Security e Nuvola It Energreen, che erogano nuovi servizi dedicati alla sicurezza, all’ambiente e alla gestione ottimale dell’energia, fornendo una risposta globale alle esigenze del territorio e delle città. L’obiettivo è promuovere il modello di “città intelligente” (Smart City) per il miglioramento della qualità della vita attraverso lo sviluppo di servizi digitali innovativi. Il programma Digital Life nel 2015 ha prodotto ricavi pari a 2,5 milioni di euro. Faranno parte del Programma Digital Life e rappresenteranno i Service Elements per la realizzazione delle Smart Cities, le seguenti offerte2:

Lighting Suite (sostituisce ed integra la precedete offerta Smart Town) per la gestione integrata delle reti infrastrutturali del territorio e la costruzione degli ambienti Smart City (per la descrizione si rimanda al capitolo Digitalizzazione, connettività e innovazione sociale).

Il risparmio energetico è stimabile in un range di valori tra il 15% (illuminazione prodotta con lampade ad alta efficienza, p.e. a LED) ed oltre il 30% nel caso di illuminazione prodotta attraverso lampade di vecchio tipo (p.e. a vapori di sodio o incandescenza). A questi valori va aggiunta la possibilità di modulare l’illuminazione accendendo e/o riducendo l’intensità luminosa del singolo lampione.

Assumendo per l’illuminazione pubblica un consumo medio pro capite in Italia di 107 kWh3 e applicando una riduzione del 20% (la sostituzione delle lampade convenzionali con quelle ad alta efficienze è in progress in molti comuni) ad un comune di 1000.000 abitanti sarebbe possibile ottenere un risparmio complessivo su base annua di 2.140.000 kWh, pari a 827 t di emissioni di CO2 evitate4.

Smart Building ovvero le soluzioni ad hoc per la gestione intelligente e l’automazione degli edifici implementabili su base progetto tramite le componenti dell’offerta Lighting Suite e dell’offerta Nuvola IT Energreen (per la descrizione si rimanda al capitolo Digitalizzazione, connettività e innovazione sociale).

Il risparmio energetico è stimabile in circa il 10% in relazione alla sola implementazione di funzionalità Metering & Reporting, per arrivare anche oltre il 50 % per specifici progetti di efficientamento energetico.

Nuvola IT ENERGREEN, per la gestione remota dei consumi energetici, implementato su asset e servizi di Telecom Italia finalizzato al risparmio energetico. I servizi proposti sono i seguenti:

  • Audit energetico on site: analisi on site per l’efficienza energetica
  • Metering & Reporting
  • Efficiency strategy: reportistica avanzata e servizi di consulenza di Energy Management
  • Energy Cost Management Services
  • Special Project: interventi ad hoc di efficientamento energetico.

Il risparmio energetico è stimabile in circa il 10% in relazione alla sola implementazione di funzionalità di Metering & Reporting, per arrivare anche oltre il 50% per specifici progetti di efficientamento energetico.

Nuvola IT Urban Security per la gestione della sicurezza partecipata e controllo del territorio urbano

Nuvola IT Urban Security è la piattaforma Cloud di del Gruppo la quale offre una suite di servizi autonomi e integrabili che permettono di monitorare e gestire on line temi importanti inerenti la città e il territorio, sia di pubblico interesse (es: mobilità, controllo stradale, agenti inquinanti) che connessi ad attività di aziende ed enti (es: ispezioni, manutenzioni).

E’ una soluzione scalabile e flessibile che, da un lato, si inserisce tra le offerte per la Smart City di Telecom Italia e TIM secondo le linee guida dell’Agenda Digitale Italiana e, dall’altro, risponde alle esigenze di aziende che operano anche sul territorio (per la descrizione si rimanda al capitolo Digitalizzazione, connettività e innovazione sociale).

Il trend di ricavi (in milioni di euro) ipotizzato da Telecom Italia per il programma complessivo nel prossimo triennio è il seguente:

  • 2016: 4
  • 2017: 6
  • 2018: 7

1 Il rapporto “SMARTer2030: ICT Solutions for 21st Century Challenges” rappresenta l’aggiornamento degli studi SMART2020 e SMARTer2020 pubblicati rispettivamente nel 2008 e nel 2012 dalla Global e-Sustainability Initiative.

2 La denominazione definitiva dei servizi offerti potrebbe variare in corso d’opera.

3 Fonte: dal blog del Commissario governativo italiano per la Spending Review

4 Utilizzando il fattore di conversione 2009 per l’Italia calcolato dal GHG Protocol, pari a 0,3864 kgCO /kWh